Netflix’s Scream – Recensione

Scream, serie originale Netflix è il perfetto esempio di come si possano riunire in 10 puntate da 40 minuti tutte quelle citazioni, omaggi e personaggi che vorremmo dagli slasher movie americani degli ultimi anni.

Più che una serie sequel, un chiaro omaggio non principalmente ai tre film (anche se il doppio episodio che funge da season finale vanta 80 minuti di riferimenti e strizzate d’occhio ai primi tre film) ma in particolare alla struttura narrativa ideata dal compianto WesCraven nel 1996.

Come recitava un personaggio in Scream2 parlando di sequel: “Dobbiamo osservare le regole di un serial. Prima di tutti il numero dei morti aumenta. Seconda cosa: le scene del delitto sono sempre più elaborate, più sangue, più orrore, una carneficina… ci vanno a nozze gli spettatori. Terza cosa: se vuoi che il serial abbia il marchio di fabbrica non devi mai, dico mai…”; immaginate dunque il concetto ampliato ad una serie TV: più morti, più sangue, più slasher, più sesso, più teenager (anche a livello di evoluzione dei personaggi).

La pecca più grande di Scream è quella (almeno per quanto mi riguarda, ma sbrano film da anni) di far uscire allo scoperto l’assassino già al terzo episodio (per via delle inquadrature, di alcune battute che non vengono MAI dette a caso e lo sappiamo, e per la caratterizzazione del sopracitato personaggio.), ma serie va comunque guardata non solo per vivere la nostalgia degli slasher movie degli anni ’90, ma anche perchè rimane un prodotto fedele al genio di Wes Craven.

scream

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L’uomo nero.

«Ninna nanna, ninna oh, questo bimbo a chi lo do?

Lo darò alla Befana che lo tiene una settimana

Lo darò all’Uomo Nero che lo tiene un anno intero […] »

“Quante volte vi è capitato di ascoltare questa filastrocca utilizzata per far addormentare i bambini? La figura dell’uomo nero è presente nell’immaginario collettivo da moltissimi anni, identificato come una creatura leggendaria, un essere amorfo, cattivo e oscuro, un demone oppure un fantasma nero senza gambe e con un corpo fluttuante. Inutile dire che l’industria hollywodiana ha sfruttato molto (in particolare negli ultimi anni) la figura del boogeyman, sfornando negli anni sceneggiature e film diventati veri e propri cult oppure flop pazzeschi.”

Sulle pagine di Cinematographe.it il mio focus su una delle figure più terrorizzanti del folklore mondiale.

Buona lettura!
babadook

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A SERBIAN FILM – RECENSIONE

Bandito in Spagna, Portogallo, Francia, Australia, Nuova Zelanda, Malesia, Singapore, Brasile, rifiutato in Norvegia e pesantemente tagliato negli USA.

Avete abbastanza fegato per visionare questa pellicola?
Io ci sono riuscito (non con poca fatica) ve ne parlo sulle pagine di Cinematographe.it

Potete trovare la mia recensione al seguente LINK

Buona lettura.

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WEEK-END’S MOOD: SCALA E KOLACNY BROTHERS – NOTHING ELSE MATTERS

Qualche mese fa (parecchi a dire il vero) è stato dato l’annuncio dalla NBC del ritorno sugli schermi televisivi di una delle serie che più ho adorato nella mia quasi adolescenza.

Ho aspettato 5 anni.

5 anni da quel «È uno strabiliante mondo nuovo».

Una saga iniziata 9 anni fa con una frase «Salva la cheerleader, salva il mondo.»

La serie di cui sto parlando è “Heroes” che si appresta a tornare con un sottotitolo: “Reborn”; finalmente posso assistere alla rinascita degli eroi e nel farlo, la mia attenzione è stata catturata dalla canzone presente nel teaser trailer: la versione di Nothing Else Matters cantata dagli Scala e Kolacny Brothers.

L’idea, con questo post, è di augurarvi innanzitutto buon Weekend e annunciarvi che, a piccoli passi e tempo permettendo, una piccola rinascita del blog c’è.

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La felicità si tinge di rosso.

Dopo 9 giorni di lavoro sono giunto alla fine della trentaduesima edizione del Torino Film Festival.

Come riassumerlo con un’immagine e tre frasi?

– Ho appena visto “Profondo Rosso” in sala.

– L’ho visto con Dario Argento seduto al mio fianco.

– Ha autografato la mia copia personale del film.

La felicità.

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XXXII TFF Day 1: “Tokyo Tribe” / “Phantom of the Paradise”

La trentaduesima edizione del Torino Film Festival apre decisamente col botto!

Se siete amanti del cinema o delle arti visive, non perdetevi la mia recensione di “Tokyo Tribe” e la retroreview di “Phantom Of The Paradise” del grande Brian De Palma!

Potete seguire i miei articoli sul TFF direttamente su cinemasperimentale.it!

Buona lettura!

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Tornare, a piccoli passi…

Ne è passato di tempo.

Lo so, avevo fatto la promessa di scrivere un pochino di più ma le mie giornate sono state invase da due nuove pellicole da dirigere.

Non l’avrei mai detto (almeno da piccolo), neanche pensato: l’horror mi diverte! Mi diverte “farlo”, concepirlo, scriverlo, portarlo su schermo.

La 32 edizione del Torino Fil Festival poi, mi ha stupito.

Un Festival non horror farcito da così tanto horror? Che sia un segno?

Sarò fisso al 32TFF per conto di cinemasperimentale.it

Ecco il resoconto della serata di apertura:

p.s. mi siete mancati!

 

32 TFF.

DisaronnoSour @ DisaronnoTerrace: quando il cocktail diventa VIP

Non è mia abitudine parlare di eventi mondani ai quali partecipo (anche perchè si possono contare sulle dita di una mano), ma devo dire che questa volta devo assolutamente fare un’eccezione.

Al circolo Esperia di Torino, ieri sera, si è svolta la seconda DisaronnoTerrace, evento mondano organizzato direttamente da Disaronno, noto liquore a base di mandorle dolci.
Il principale obiettivo dell’evento è di far conoscere ai maggiori influencer della rete/social (ebbene sì, sono drogato di instagram) il nuovo cocktail a base di Disaronno, il DisaronnoSour per l’appunto (composto da Disaronno, succo di limone e guarnito con lime). Dal sapore estivo e decisamente dissetante, il cocktail a basso tasso alcolico è il compagno ideale per una serata all’aperto che strizzi l’occhio al chic.

Le DisaronnoTerrace, però, puntano anche al divertimento: ospiti, musica dal vivo, lounge bar vengono racchiusi in location dal vago sapore vintage, sempre azzeccate e mai banali.

Ringrazio inoltre Laura Comolli di pursesandi.net per avermi invitato a questa fantastica serata!

Vi lascio ora a qualche scatto per darvi l’idea dell’aria che si respira a questi eventi.

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“I ritornanti”

C’è un piccolo libro, sconosciuto ai più e inseguito dai fan, che in poche pagine pianta il seme di quello che sarà un fenomeno mondiale.

Era il 1992 e la BUR (Biblioteca Universale Rizzoli) stampava un romanzo da 169 pagine. Le prime parole scritte su di una pagina ingiallita sono le seguenti:

“Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra
[morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
ka la morte secunda no ‘l farrà male.”
Francesco d’Assisi

“Un morto non può mordere.”
Plutarco

Un libro che racconta vicende in bilico tra la vita e la morte, un romanzo bellissimo, psichedelico, una storia d’amore tormentata, un viaggio agli inferi.

Il romanzo in questione è “DELLAMORTE DELLAMORE” ed è la nascita di Dylan Dog.

Probabilmente vi chiederete perchè vi ho dato tutte queste informazioni: il romanzo è ambientato nel cimitero di un fittizio paesino della provincia Lombarda dove il buon Francesco Dellamorte ricopre il ruolo di guardiano. Tutti i morti che fanno capolino all’interno della terra benedetta, però, tornano inspiegabilmente in vita ed è compito di Francesco mantenere l’equilibro tra “vivi morenti e morti viventi”. Le creature in questione vengono chiamate, appunto “Ritornanti”.

Ecco perchè, dopo diverse settimane d’assenza, sono tornato a pieno ritmo a scrivere sulle pagine di ShootMyLiFe!

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Ferie.

Shoot My LiFe prende ferie…neanche per sogno!

In questi giorni sono fisso al 29° TGLFF (Torino Gay e Lesbian Film Festival ex GLBT).

Se avete tempo e voglia di leggere i miei articoli li trovate su cinemasperimentale.it

Buona lettura a tutti!